Rebranding: che cos’è e quando serve farlo

Ogni azienda dovrebbe avere un’identità di marca ben definita. Questo significa che ogni business, agli occhi del pubblico, dovrebbe avere un’immagine chiara, forte, memorabile e distinguibile. Insomma, un brand efficace. A comporre il brand come sappiamo sono tante cose diverse. Il nome dell’azienda, certo, e ovviamente anche il logo. Ma non è tutto qui: a comporre il brand sono anche la filosofia aziendale, le grafiche usate sui propri banner pubblicitari, le linee scelte per la propria insegna, il tono di voce usato nelle campagne pubblicitarie e sul proprio sito web, le musiche scelte per i propri video commerciali, l’arredamento scelto per i propri locali e punti vendita… insomma, il brand è qualcosa di molto strutturato, ma anche qualcosa che, allo stesso tempo, deve essere estremamente coerente. In certi casi, però il brand deve essere ripensato, in tutto o in parte: in queste situazioni si parla di rebranding.

Cosa è il rebranding?

Il rebranding è un processo di ricollocamento di un marchio all’interno del mercato di riferimento. Può essere totale, con una trasformazione massiccia dell’identità di marca, o parziale, con la modifica leggera di alcuni elementi. In ogni caso, va sottolineato fin da subito che fare rebranding non significa semplicemente cambiare il logo, ed è piuttosto ingenuo il pensiero di tante aziende convinte di “rinnovare il proprio brand” semplicemente assegnando a un grafico l’elaborazione di un nuovo logo.

Fare un rebranding vuol dire molto di più: significa riscrivere l’immagine dell’azienda, eliminare tante idee consolidate nella mente del pubblico, proporsi in modo in buona parte diverso. Si capisce quindi che il rebranding deve essere fatto solo in casi specifici, e in modo molto attento.

Quando serve fare rebranding

Fare rebranding è un passaggio molto importante e delicato. È necessario studiare nel dettaglio questo passaggio, sapendo che questo potrà avere un impatto forte sul pubblico: il brand è ciò che rende unica un’azienda, ed è quindi rischioso cambiare le carte in tavola senza avere un piano preciso da seguire. Fare rebranding significa mutare le associazioni emotive e mentali del pubblico, ripensare loghi e colori, rifare insegne, biglietti da visita, roll-up, banner pubblicitari e via dicendo.

È però il caso di fare rebranding quando si decide di proporsi in modo diverso sul mercato, offrendo quindi prodotti o servizi completamente diversi da quelli proposti fino a quel momento. Potrebbe essere meglio fare rebranding in caso di un cambio netto di strategia, dopo essersi resi conto che la strategia seguita fino a quel momento non poteva più portare a dei buoni frutti. O ancora, si potrebbe fare rebranding in un passaggio complicato dovuto alla concorrenza, dopo essersi resi conto che il proprio brand non risulta abbastanza potente per distinguersi dai competitors.

Affrontare un percorso di rebranding

Una volta che si è deciso per il rebranding, è necessario prima di tutto fissare i nuovi obiettivi: dove si vuole arrivare con questo nuovo corso? Quale prima nuova impressione si vuole dare alla propria azienda? Da queste basi si può partire per costruire il nuovo slogan, il nuovo logo, il nuovo tono di voce, i nuovi colori del brand.

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