Pubblicità che hanno fatto la storia, seconda parte

Proseguiamo con la seconda parte del racconto delle pubblicità che hanno fatto la storia nel secolo scorso, per trarre spunti, idee e stimoli per progettare al meglio materiali pubblicitari come espositori, insegne, striscioni pubblicitari e sagomati promozionali. Nel primo capitolo eravamo arrivati fino al 1947, con la celebre pubblicità della De Beers “Diamonds are forever”, i diamanti sono per sempre, che è diventato ormai un adagio popolare. Continuiamo!

Think Small

Da dove arriva il famoso “Think different” di Apple? Semplice, arriva dritto dritto dal Think Small di Volkswagen, uno spot del 1959, una pubblicità assolutamente controcorrente per l’epoca. La strategia di tutti i brand, e della stessa Volkswagen, era all’epoca quella di creare pubblicità sgargianti, con immagini enormi ed elaborate, per esaltare il prodotto. Di tutt’altro stampo fu la campagna pubblicitaria creata da William Bernbach. Parliamo di un’immagine in bianco e nero, con una piccola fotografia di un maggiolino, vuoto, sullo sfondo. Ad accompagnare l’immagine, un head piccolo, breve, diretto, persino un po’ fastidioso: Think Small, pensa piccolo, a riprendere le dimensioni ridotte dell’automobile, anch’essa in controtendenza con il mercato. Criticatissima dalle agenzie pubblicitarie dell’epoca, la campagna di Bernbach ebbe un grande successo.

I’d like to buy the world a Coke

Per la seconda volta Coca-Cola entra in questa storia delle pubblicità più famose di tutti i tempi. Qui non si parla di un manifesto pubblicitario, non di una pagina promozionale in un quotidiano, quanto invece in uno spot televisivo. Siamo nel 1971, e il direttore creativo della McCann Erickson si trova in un aeroporto irlandese, vicino a un gruppo di passeggeri che beve Coca-Cola in allegria. Da qui la scintilla che fece scattare l’idea del famoso spot, che rivoluziona il prodotto: non più semplicemente una bevanda, quanto invece qualcosa che permette di stare insieme, qualcosa che accomuna tutti. Una vera rivoluzione nel campo pubblicitario.

Just do It

Uno degli slogan più riusciti di sempre: il noto motto di Nike Just do It è stato creato nel 1988 da Dan Wieden e Davide Kennedy. Sì, è stato usato migliaia di volte dal brand, nelle più differenti pubblicità. Ma la prima volta che venne utilizzato fu particolarmente potente: si trattava infatti di un’immagine simpatica ma efficace, con uno jogger ottantenne che, sorridendo, correva lungo il Golden Gate Bridge. Lo slogan, semplice, breve e comprensibile, non è mai stato tradotto in nessuna lingua, riuscendo a trasmettere perfettamente l’idea di lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi, un mantra che chi fa sport – e che quindi può vestire Nike – conosce molto bene.

Impossibile is Nothing

E di certo, di fronte alla campagna pubblicitaria di Nike, anche gli altri brand si misero alla ricerca di un messaggio altrettanto potente e parimenti riconoscibile. Non fu facile, ma a un certo punto Adidas riuscì a fare qualcosa di altrettanto efficace, con il suo slogan Impossibile is nothing: la strategia è simile a quella dei competitors, con la campagna pubblicitaria che associò il nuovo slogan a una serie di video emozionali. Il concetto è cristallino: i limiti sono fatti per essere abbattuti, niente è impossibile (vestendo Adidas).  

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