Naming: un’introduzione

E così stai scegliendo un nome per la tua nuova attività, il nome che verrà stampato sull’insegna luminosa del tuo punto vendita. Non si tratta certo di una questione di poco conto, in quanto il nome di un’attività ha un ruolo importante per il suo successo futuro. Non vogliamo certo affermare che un nome non particolarmente efficace possa compromettere del tutto un’azienda, no, ma di certo non la aiuterà a decollare. Oggi vogliamo quindi aiutarti a scegliere il nome giusto per la tua attività, con alcune considerazioni in fatto di naming che non devono mai essere trascurate.

Come dovrebbe essere il nome della tua attività?

Forse stai aprendo uno studio associato di commercialisti, forse una gelateria, forse un’officina. Le cose che dovrai prendere in considerazione per scegliere il nome giusto sono tantissime, ma prima di tutto dovresti decidere verso quale tipologia remare. L’esperto di naming sa infatti che ci si può muovere principalmente verso due direzioni: da una parte ci sono i nomi creativi, dall’altra ci sono i nomi descrittivi. Certo, esistono anche delle vie intermedie, ma quelli sono i due poli con cui abbiamo a che fare.

I nomi puramente creativi sono quelli che non dicono nulla di concreto in realtà sull’attività al di sotto dell’insegna: pensiamo per esempio al brand “Patagonia”, il cui nome non dà nessun indizio sul tipo di prodotto; o pensiamo a un altro marchio che ha preso un nome dell’America del Sud per il proprio battesimo, ovvero “Amazon”: anche in questo caso non c’è un legame tra azienda e nome. Certo, approfondendo un po’ si scoprirebbe che Bezos ha scelto il Rio delle Amazzoni a indicare la lunghezza spropositata del catalogo dell’e-commerce, ma questo non si può certo intuirlo subito.

Dall’altra ci sono invece i nomi descrittivi, che a differenza dei nomi creativi indicano in modo chiaro il loro oggetto. Pensiamo per esempio agli store Scarpe e Scarpe, che non lasciano davvero spazio a dubbi. Tu da che parte di muoverai? Chi vuole maggiore personalità opterà per la prima strada, chi vuole posizionarsi fin da subito e sottolineare la propria specializzazione opterà per la seconda.

Consigli per il naming della tua attività

Facile da pronunciare: non complicarti la vita in partenza. Se apri un’attività in Italia, non scegliere un nome che abbisogna di una pronuncia straniera troppo difficile: maggiore sarà la sua complessità, meno resterà nella testa del pubblico, e minore sarà il passaparola!

Coerente con il settore: spesso può essere utile guardare alle strategie di naming scelte dai concorrenti del settore. In base a queste è possibile decidere di condividere le stesse scelte di base (se efficaci) o di rompere gli schemi, puntando a distinguersi anche a livello di strategia di naming

Controllare che sia libero: nel mondo ci sono tantissime attività, è non è improbabile scegliere un nome che è già “occupato”: meglio controllare, per evitare grande in futuro!

No suoni fastidiosi: quando si lavora di creatività, è bene assicurarsi che il nome scelto non suoni male. Non deve essere quindi cacofonico, né simile a parole che abbiano denotazioni negative o fastidiose.  

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